Come le nostre emozioni modificano il nostro corpo

May 19, 2015

 

Le nobili verità del buddismo vertono su due concetti fondamentali: eliminare la sofferenza, sviluppare uno stato di gioia costante. Oggi, questi concetti escono dal campo della pura psicologia per entrare in quello epigenetico, che studia l'influenza del comportamento sull'espressione dei geni. Il trait d'union tra qualcosa di volatile come la paura, la gioia, la rabbia e la gratitutine e il nostro DNA sono gli ormoni. Ogni volta che ci emozioniamo, infatti, nel nostro corpo si riversa una cascata di sostanze biochimiche: i principali ormoni legati al nostro modo di reagire agli eventi sono l’adrenalina, la noradrenalina, la beta-endorfina e l’encefalina.

Quando ci arrabbiamo o siamo stressati, nel cervello viene secreta la noradrenalina, mentre quando proviamo paura, rilasciamo adrenalina.

 

Gli ormoni fungono da messaggeri chimici sul piano cellulare, cioè trasmettono gli ordini del cervello alle singole cellule. Per esempio, se viene trasmesso il messaggio “collera”, il corpo reagirà contraendo i muscoli e predisponendosi all'attacco. E se, da un lato, queste emozioni sono necessarie per la sopravvivenza della specie, all’altro sono estremamente tossiche per l'individuo. La tossicità della noradrenalina, scaricata con troppa frequenza da chi si arrabbia spesso, porta ad invecchiare precocemente.  Chi invece  sorride e  ha un approccio positivo aglli eventi e alle persone, produce ormoni favorevoli, che risanano il corpo e lo mantengono giovane, combattono le cellule cancerose e rialzano il morale. Alcuni studiosi li hanno chiamati “morfine cerebrali” perché hanno una struttura chimica analoga a quella delle morfine dall’effetto anestetizzante. Ma mentre queste creano dipendenza ed effetti collaterali, con gli ormoni della felicità si è più liberi perchè si spezzano gli automatismi delle reazioni sfavorevoli.  Attalmente si conoscono circa 20  'ormoni della felicità' e al top della lista svettano le beta-endorfine, considerate le più efficaci perchè hanno un’azione da cinque a sei volte superiore a quella degli anestetici. Seguono la serotonina e l'ossitocina, sostanza che gradualmente atrofizza i recettori posti sull'amigdala, l'area del cervello responsabile di sensazioni ed emozioni negative quali il senso di solitudine, di avversione, di separazione.

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