Non lasciarti travolgere: mantieni dentro di te il tuo mare calmo.

February 21, 2015

Sono passati più o meno quindici giorni dalla fine del ritiro invernale e il problema emerso dalle persone che hanno partecipato è lo stesso che vivo anch'io tutte le volte che torno in Italia: finchè siamo in gruppo a praticare, lontano dalla routine assorbente delle nostre vite superindaffarate, tutto sembra bellissimo e radioso. Ma poi bastano pochi giorni nel marasma per sentire che l'ambiente non ci aiuta: anzi, sembra fare di tutto per decentrarci e farci perdere i benefici della pratica. Come mai? E' una questione...di dieta!

 

Come dice Thich Nhat Hanh, noi ci nutriamo quotidianamente non solo di cibo ma di sostanze che sono i pensieri, i suoni, le informazioni, gli input che arrivano dall'esterno e che vanno a generare specifiche emozioni, idee, parole, azioni modificando il nostro modo di essere.  Ascoltiamo la radio, leggiamo i giornali, controlliamo decine di post su Facebook, guardiamo alla TV programmi spesso non scelti in prima persona. Tutto quello che arriva, entra dentro di noi e, anche quando non ci pensiamo nè lo tratteniamo nella memoria, cade come una pioggia nella nostra coscienza deposito dove va ad irrigare i semi che gli corrispondono. Se vediamo programmi intrisi di violenza  e paura concimiamo e innaffiamo i semi della paura e dell'insicurezza che esistono dentro di noi. Se abbocchiamo alle provocazioni xenofobe su Facebook o ci lasciamo trascinare in una discussione in cui emergono sentimenti di rabbia o avversione, ecco che irrighiamo questi semi sepolti nel nostro profondo. In ogni essere umanno ci sono semi di qualsiasi cosa: che si sviluppino o meno, che si trasformino e meno in germoglio e poi in vigorose piante dipende solo da quanto vengono irrigati, annaffiati, concimati durante la vita di tutti i giorni.

 

Il trucco per non lasciarci travolgere dalla negatività che ci circonda è 'mettersi a digiuno' di input sfavorevoli e alimentarsi invece di input benefici.  Certo non possiamo evitare di andare in ufficio e trovarci spesso in mezzo a persone che hanno valori diversi dai nostri, che coltivano l'avversione e l'astio come sentimenti quasi quotidiani, che sparlano degli altri o li denigrano, che rincorrono valori fatui e sprecano enormi quantità di energia in lamentele. Possiamo però evitare di lasciarci trascinare nei loro discorsi, restando in silenzio o allontandoci con gentilezza. Possiamo spegnere la TV ed evitare di ascoltare notiziari preconfezionati, cercando in rete un'informazione più di qualità e mirata ai nostri reali bisogni di sapere. Possiamo mettere dei filtri alla spazzatura emotiva che viene scaricata in metropolitana o ai semafori da chi si inalbera per un nonnulla, certo, lo possiamo fare semplicemente non abboccando all'amo della rabbia e del rancore, del giudizio e del bisogno di aver ragione.

 

In questa operazione di filtraggio, il nostro migliore amico rimane la pratica mattutina: 12-20 minuti di meditazione al risveglio aiutano tantissimo a mantenere calma e distacco, a patto che meditando alleni i tuoi muscoli dell'osservazione. Osserva ciò che ti passa nella mente e impara e non identificarti con esso. Esercitati a vedere le tue emozioni, i tuoi pensieri, i tuoi fastidi, le immagini che ti passano per la mente come nuvole in un grande cielo che, anche sotto le coltri nere di un temporale in atto,  rimane sempre un cielo sereno. Come le onde di un oceano in tempesta non intaccano la quiete che persiste in fondo al mare,  anche le tue reazioni automatiche e destabilizzanti agli input negativi esterni sono onde che increspano la superficie di te: se osservi attentamente, riesci a vedere che nel profondo c'è sempre un meraviglioso mare calmo.

 

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